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BROSSURA
Dalla Quarta di copertina
Nel secondo dopoguerra, osserva Maurizio Murelli, dal trionfo dell’apparato sull’uomo, è nato l’uomo conforme: spezzato, disponibile ad assumere la visione del mondo del vincitore e separato dalle fonti profonde della propria civiltà. Eppure, fra le rovine materiali e spirituali del secolo, alcuni uomini hanno continuato a cercare una via verticale. In Russia, uno di essi fu Jurij Vital’evi Mamleev. Scrittore, filosofo e fondatore del realismo metafisico, Mamleev trasformò il suo appartamento nel vicolo Juzinskij in uno dei laboratori più estremi del sottosuolo moscovita. Qui letteratura, metafisica orientale, esoterismo e interrogazione dell’Assoluto cessarono di essere discipline separate e divennero esperienza, rischio e trasmissione. Aleksandr Dugin ricorda Mamleev come fonte di una colossale ispirazione metafisica, dotata di un pungiglione capace di mutare per sempre chi vi entrasse in contatto. Nelle sue pagine egli riconosce qualcosa che non avrebbe dovuto poter essere detto e che tuttavia è stato detto: un miracolo intellettuale perfetto. I demoni dell’Assoluto presenta per la prima volta al lettore italiano il nucleo filosofico dell’opera di Jurij Mamleev. Dalla distinzione fra l’ego individuale e l’lo assoluto, attraverso il confronto con il Vedanta, la morte, maya e il destino dell’anima, il cammino conduce all’Ultima Dottrina: la possibilità che l’lo, dopo aver raggiunto il Centro, ritorni nella Periferia e si affacci su un Abisso posto oltre l’Assoluto. |


















