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BROSSURA
Dall’Introduzione di Luca Negri
(…) A Mosca invece spuntò il Circolo Južinskij, così chiamato per l’indirizzo dove si riuniva, a casa dello scrittore Jurij Mamleev, alfiere del “realismo metafisico” (.). Raccolse artisti, pensatori, mistici, irregolari, individualità “contro e altrove”(.) e influenzò le future idee filosofiche, religiose e politiche di Aleksandr Dugin(.) e consorte: la filosofa Natalia Melentyeva, che nel volume ora nelle vostre mani racconta il messaggio di due figure centrali in quella benemerita associazione a un metafisico delinquere: Evgenij Golovin e Ghejdar Džemal’. L’azione del Circolo fu ovviamente sotterranea, clandestina, illegale, ma nonostante quella marginalità, anzi forse proprio in virtù della marginalità, risultò forse sottilmente corrosiva nei confronti del “comunismo reale”. Si trattò di un’operazione alchemica, del Solve che scioglie il troppo granitico, mineralizzato, fossilizzato, ciò che impedisce il passaggio da una prospettiva orizzontale a quella verticale, metafisica. Ci piace pensare lo scatenar vortici nell’anchilosata realtà sovietica a partire da serate alcoliche, poetiche e magiche nell’appartamento di Mamleev pieno di fumo, idee, declamazioni poetiche, formule incantatorie, dibattiti metafisici. La stessa proposta politica nazional-bolscevica, che una certa fortuna incontrò dopo il crollo dell’Urss, coinvolgendo oltre a Dugin anche Eduard Limonov, aveva le sue origini nel circolo Južinskij, come ulteriore operazione alchemica e magica di conciliazione degli opposti, di loro annichilimento in un tentativo di sintesi superiore. In quel caso si può forse tirare in ballo un’attitudine quasi dadaista, una provocazione punk: si rifletta veramente quale poteva essere l’effetto del riesumare simboli hitleriani in una nazione che nella seconda metà del ’900 ha costruito buona parte della sua identità sulla vittoria nella “grande guerra patriottica” contro l’invasore tedesco. Dunque la Melentyeva onora con quest’opera i due “altissimi sconosciuti” a cui tanto deve la sua “filosofia verticale”(.), il suo platonismo ripensato per il nuovo millennio. La statura spirituale di Golovin e Džemal’ ben spiega il superlativo “altissimi”; lei li dice “sconosciuti” perché quei due uomini, quelle due missioni incarnate, furono e restano dei misteri, mai completamente comprensibili, come maestri zen, e dunque sempre da interrogare, ancor di più oggi in quanto spiriti disincarnati (Golovin abbandonò il corpo nel 2010, Džemal’ nel 2016). Il porgere loro domande è già atto di risveglio, è già passo iniziatico. Passo di danza, visto che la Melentyeva conobbe Golivin durante un ballo e nell’allacciarsi dei corpi danzanti lui le chiese se avesse mai letto Sommario di decomposizione di Emil Cioran…(…) |
Altri titoli dello stesso autore
ABBIAMO BISOGNO DI UNA RIVOLUZIONE DELLO SPIRITO
Melentyeva Natalia - Aga
Isbn : 9788898809974 - (2023)
Prezzo : € 14,00
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